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Stagione #4 - Inverno. Appennino centrale. Un passo dopo l'altro e non tornare al punto di partenza.

L’inverno pandemico dei Quarantozzi. Tra le vie e i sentieri del paese, ora rosso, ora giallo, arancione e di nuovo rosso, la neve è caduta bianca, offrendo una variazione pacificante tra le poche alternative di movimento. L’unica certezza cinetica è cinofila: Miozzi chiede di uscire tutti i giorni. Poi ci sono le certezze cinefile, o anche molto meno, di clausure serali a “vedere cose”. In preparazione anche una serie su un birraio francone in lotta con un’orfana bavarese campionessa di scacchi, in un generatore automatico di trame forzate, per rispondere alla richiesta pandemica. 

Si sogna una nuova, vaccinata, normalità. Sul quando regna il caos. Intanto i giorni vanno affrontati, uno dopo l’altro.

Alle 6.30 suona la sveglia in casa Quarantozzi e pure in casa Forresti, quelli arrivati in paese con la pandemia e che ora maledicono la scelta, visto che il lavoro da casa sta tramontando insieme al fascino del margine, con i boschi, l’aria pulita, i pochi assembramenti. 

Altro che bucolicismi, ricomincia il countdown, non il lockdown. Differenti forme di sbattimento. E: meno 3, meno 2, meno 1, via! Tutti fuori di casa, in macchina, in aereo, in treno, in autobus, in metropolitana. Ci vediamo stasera, paesello, sul tardi, non ti intristire. L’imperativo è: tornare uguali a prima.

I Quarantozzi, dopo l’orto e il vagabondaggio bo-schivo dei mesi passati, hanno conosciuto meglio il luogo dove vivono: nelle vicinanze ci sono tre bar, una pizzeria, ogni martedì passa il venditore ambulante di generi alimentari, il lunedì e il giovedì il fruttivendolo sul camioncino, il sabato il furgoncino del panettiere. Tutto all’aperto e a domicilio, anche prima della pandemia era così. La scuola primaria quest’anno chiuderà e verrà accorpata a quella di un altro paese, l’ufficio postale resta aperto, ancora. Anche i paesi marginali hanno una loro vita economica, visto che questo ci interessa più di tutto, pare. “I vaccini spingeranno i consumi” ci dicono, fin dove lo scopriremo. 

Aspettano primavera, i Quarantozzi e mica solo loro, quindi se avete fotografie e brevi riflessioni da luoghi e esperienze simili e volete inviarle, le aggiungeremo volentieri. Email: [email protected]

f o u r seasons

Come abbiamo imparato ad amare di più il margine,
tantissimo il cane, per niente la pandemia.