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Come abbiamo imparato ad amare di più il margine,
tantissimo il cane, per niente la pandemia.

I Quarantozzi, il cane Miozzi, un paese di trenta abitanti e la pandemia. Tutto intorno un orizzonte di montagne, più in basso la valle dell’Aterno.

Il paese è nel comune dell’Aquila, Appennino centrale, in Abruzzo, cioè una buona dose di margine, rispetto alle città, ai centri connessi e popolati, alle aree dell’incontro, delle decisioni.

Un paese, uno dei tantissimi di cui è piena l’Italia, senza “perle”, con un suo fascino rurale, una sua umanità, qualche pollaio, orti, campi, boschi, stalle, una sua sufficiente vivibilità.
Insomma uno di quei luoghi dove raramente si sceglie di andare a vivere.

Poi arriva una pandemia, lo smart working, per chi ha potuto: bisogna stare in casa e non allontanarsi troppo.

Così un luogo apparentemente sfigato diventa meno claustrofobico di altri.

Come abbiamo imparato ad amare di più il margine,
tantissimo il cane, per niente la pandemia.

I Quarantozzi, il cane Miozzi, un paese di trenta abitanti e la pandemia. Tutto intorno un orizzonte di montagne, più in basso la valle dell’Aterno.

Il paese è nel comune dell’Aquila, Appennino centrale, in Abruzzo, cioè una buona dose di margine, rispetto alle città, ai centri connessi e popolati, alle aree dell’incontro, delle decisioni.

Un paese, uno dei tantissimi di cui è piena l’Italia, senza “perle”, con un suo fascino rurale, una sua umanità, qualche pollaio, orti, campi, boschi, stalle, una sua sufficiente vivibilità.
Insomma uno di quei luoghi dove raramente si sceglie di andare a vivere.

Poi arriva una pandemia, lo smart working, per chi ha potuto: bisogna stare in casa e non allontanarsi troppo.

Così un luogo apparentemente sfigato diventa meno claustrofobico di altri.